Oscar Piastri sta incontrando un limite preciso nella gestione della McLaren 2026: quando il livello di aderenza scende, il suo stile naturale richiede un adattamento più marcato. Andrea Stella ha ricondotto a questo aspetto tecnico parte del distacco emerso nel Gran Premio d'Olanda, chiuso dall'australiano al sesto posto.
Secondo il team principal, in condizioni di basso grip Piastri deve modificare consapevolmente il modo in cui guida e interpreta la vettura. Questo processo gli impedisce di affidarsi completamente agli automatismi e può costargli alcuni decimi. Stella ha escluso che il problema abbia origine psicologica, sottolineando invece la necessità di allineare lo stile del pilota alle richieste della MCL40.
La gara di Zandvoort non è però stata letta dalla McLaren come una responsabilità esclusiva del pilota. Dopo aver superato George Russell ed essersi portato in terza posizione, Piastri ha perso terreno anche per un pit stop lento, che lo ha rimesso alle spalle della Mercedes. Nel secondo stint con gomme dure, inoltre, la squadra non è riuscita a portare gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento e il livello di grip è rimasto molto basso.
Il quadro è reso più severo dall'equilibrio attuale tra i primi team. Stella ha osservato che scarti nell'ordine di un decimo possono trasformare una prestazione non ottimizzata in una perdita di diverse posizioni. Per questo il sesto posto non viene considerato la misura di un unico problema, ma il risultato combinato dell'adattamento richiesto a Piastri e di due passaggi operativi non riusciti alla squadra.
McLaren continuerà quindi a lavorare con il pilota sulle situazioni in cui la vettura offre meno aderenza. Stella ha comunque indicato segnali di miglioramento nel fine settimana olandese, pur riconoscendo che la capacità di mantenere prestazione sulle gomme dure resta uno dei punti da risolvere per le prossime gare.


